Balsamo de la gloria, Onde perpetua avvampa Nel bel tempio d'onor l'accesa lampa; Luce de la memoria,
Che le nubi di Lete a par del giorno Col tuo nero color rischiari intorno. Preziosa tintura, Benché torbida appari,
D'ignoranza volgar l'ombre rischiari; Notte ombrosa et oscura, Sopra il ciel de le carte hai tante stelle, Quante lettere fai distinte e belle.
Tenebroso licore, Pasci e ammorzi ogni brama A chi sete ha d'onor, fame ha di fama. Pregiatissimo umore,
Per li libri scorrendo alta e gioconda Germogliar fai d'onor messe feconda. Nero sì, ma pregiato, Gocciolando derivi
Da quei ch'apre la gloria eterni rivi; Fosco sì, ma lodato Per le penne più dotte, a parte a parte Gemme d'alta virtù semini in carte.
Le parole fugaci, Dentro candidi fogli, Fra' caratteri tuoi stringi e raccogli, E con linee vivaci,
Or dipinti, or descritti in muti detti, A la vista, a la mente apri concetti. Fai vicino il remoto, Il lontan fai presente,
Et il morto parlar fai col vivente. Rendi noto l'ignoto, E miracol de l'arte, al chiaro e al bruno Fai presente in più luoghi esser ciascuno.
Tu qual indice nera, Con paragone industre, Di dottrina mostrar fai l'oro illustre. Tu qual ricca miniera
Arricchisci gl'ingegni, e tanto sai, Che de l'Arte Natura emula fai. Mentre in carte dipingo Quel bel viso giocondo,
Che nel centro del cor dipinto ascondo, Mentre audace m'accingo Ad impresa sì grande, ov'io la mostro, Siimi tu per color lodato inchiostro.
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