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1612–1644

All'api

Girolamo Fontanella

Verginelle volanti, Peregrine lucenti, Vivi globi minuti, ori spiranti, Spiritelli de l'aria, atomi ardenti,

Luminose faville, auree facelle, Del bel cielo d'april correnti stelle. Delicate maestre, Che spiate l'interno

De l'erbette e dei fior, veloci e destre, E con modo sollecito et alterno Delibando avidette umor soavi, Da le poppe dei fior traete i favi.

Ingegnose testrici, Fabbre altere et illustri, Che con aghi pungenti ite felici Tessendo in ricche celle ordini industri;

E con quell'arte che vi diè Natura, Fate d'aureo licor bionda testura. Garrulette guerriere, Che con gradi inequali

Nel bel campo de l'aria uscite a schiere, E per altri ferir d'acuti strali, De la battaglia al susurrar che fate, Quasi stridula tromba, il segno date.

Pargolette romite, Che fra taciti monti, E tra valli abitar dolce gradite, E con murmur soave appresso i fonti,

Quasi nuvole d'or rotanti e vaghe, Girate in aria, inamorate e vaghe. Voi, che dolce pioveste Ne la tenera bocca

Del tebano cantor manna celeste, Se pur tanto dal ciel sortirmi tocca, Addolcite il mio canto, onde simile Al bel nettare vostro esca il mio stile.

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