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1612–1644

Al sogno

Girolamo Fontanella

Tu che voli e derivi Da le porte del Corno, umido messo, E dai letali rivi Porti infuse d'umor le penne spesso,

Svelati a me nel tuo velar profondo, E dimmi pur quel che tu sei nel mondo. Ingegnoso pittore, Che fai vero parer quel che tu fingi,

E con falso colore Mille imagini guaste altrui dipingi, E con arte mentita entro la notte Sei fallace espressor d'ombre corrotte.

Novo camaleonte, Che prendi qualità da vari oggetti, Proteo ch'in varia fronte Prendi nel tuo mentir diversi aspetti,

E da fosco vapor torbido nasci Dentro l'orrore, e sol d'error ne pasci. Peregrin fuggitivo, Ch'or vai nel mondo, or fuor del mondo errante,

E d'esistenza privo, Sei fra l'ombre notturne ombra vagante, Che con finto apparir, con vario gioco Per tutto scorri, e senza loco hai loco.

Mostruosa Chimera, Che duo contrari in un soggetto aggiungi, E con strana maniera, Quando ne stai vicin, ne stai da lungi;

E dentro ombrate e simulate forme Rendi più desto l'uom quando più dorme. Argo cieco et insano, Che con torbide luci intendi e miri,

Fantasma ignudo e vano, Che senza moto ancor ti movi e giri, E con falso apparir mostri apparente Il confuso e 'l distinto entro la mente.

Oracolo fallace, Che senza lingua e senza voce hai voce, E in silenzio loquace Palesi altrui ciò che li giova o noce,

E mendace indovin fra larve oscure Prendi a vaticinar cose future. Torbida e fosca imago Che turbi i sonni e che spaventi i sensi,

Potente e fiero mago, Che togli e rubbi altrui quel che dispensi: Nulla sei tu, che chi ti crede è molto Di te, che vano sei, più vano e stolto.

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