O piropo de' campi,
Ch'emulando la rosa,
Nel tesor di Natura ardi et avvampi,
E con bocca focosa,
Par che muto ragioni, e quante belle
Hai faville d'amor, tante hai favelle.
Tu con vago cimiero,
Ch'hai di porpora tinto,
Sorgi in campo di fior molle guerriero,
E di foco dipinto,
Sfidi il gelido verno, e mentre t'armi,
Ne le spine ch'hai tu, dimostri l'armi.
Tu fenice de' colli,
Col natale de l'anno
Rinascendo più bello, il capo estolli,
Ove i rami ti fanno
Glorioso corteggio, e in bel lavoro
La spoglia hai d'ostro, e la corona hai d'oro.
Sopra trono di frondi
Reggi popol minuto
Di vermigli granelli, orbi giocondi;
A ragion t'è dovuto
Il bel nome di re, ch'in vari segni,
Ne le celle ch'hai tu, dimostri regni.
Per dar vita a' tuoi parti,
Che son molli rubini,
Pellicano d'amor, t'apri in due parti;
E 'n due brevi confini,
Da materna pietà venendo meno,
Mostri lacero il fianco, aperto il seno.
In te schiera volante
Di solleciti Amori
Sugge d'aureo licor manna stillante.
In te Zefiro e Clori
Scherzan placidi e belli, e intorno al viso,
Ch'in tal forma cangiasti, apreno un riso.
Quanti piccioli e belli,
Graziosi e stellanti,
Chiudi tu globi dolci, aurei granelli,
Tanti cori d'amanti,
In compendio bellissimo ristretto,
Possiede Lilla mia nel bianco petto.