Prigion vasta è la terra; ed a governo
di te, schiavo infelice, il dolor siede:
schiavo t´asconde l´utero materno;
prigionier nelle fasce il sol ti vede.
Le sue catene, anco fiorite, al piede
amor t´avvolge, e poi ti piglia a scherno:
in qual sia parte dell´umana sede,
d´altri e di te sei prigioniero eterno.
— Qua cerchi indarno libertà: né il vero,
né il bello a te la reca. Aquila o lampo,
è un servaggio superbo il tuo pensiero.
La dolce donna, che tu sogni, ha stanza
forse e t´aspetta sotto i fior d´un campo,
che di prigion suprema ha più sembianza.