Skip to content
1814–1884

XXXV

Giovanni Prati

Prigion vasta è la terra; ed a governo di te, schiavo infelice, il dolor siede: schiavo t´asconde l´utero materno; prigionier nelle fasce il sol ti vede.

Le sue catene, anco fiorite, al piede amor t´avvolge, e poi ti piglia a scherno: in qual sia parte dell´umana sede, d´altri e di te sei prigioniero eterno.

— Qua cerchi indarno libertà: né il vero, né il bello a te la reca. Aquila o lampo, è un servaggio superbo il tuo pensiero. La dolce donna, che tu sogni, ha stanza

forse e t´aspetta sotto i fior d´un campo, che di prigion suprema ha più sembianza.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXXV · Giovanni Prati · Poetry Cove