Tutte l´aure son piene, e tutti gli echi,
dell´umano lamento; e a noi la vita
facciam misera noi. Ne´ cavi spechi
con più senno la belva è partorita.
Ciechi appoggiati ad òmero di ciechi,
noi si varca per vie senza salita:
spiando ier quel che il dimàn ci rechi,
oggi un´altra ne inganna ora fuggita.
Sempre, in cerca di larve, a le men fide
corriam sognando; e, in quell´error, si piange
del proprio ben, del proprio mal si ride.
Velo al gran sogno è la parvenza nostra;
e solo il dì che la prigion si frange,
nudo il gran sogno al prigionier si mostra.