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1814–1884

XXXIV

Giovanni Prati

Tutte l´aure son piene, e tutti gli echi, dell´umano lamento; e a noi la vita facciam misera noi. Ne´ cavi spechi con più senno la belva è partorita.

Ciechi appoggiati ad òmero di ciechi, noi si varca per vie senza salita: spiando ier quel che il dimàn ci rechi, oggi un´altra ne inganna ora fuggita.

Sempre, in cerca di larve, a le men fide corriam sognando; e, in quell´error, si piange del proprio ben, del proprio mal si ride. Velo al gran sogno è la parvenza nostra;

e solo il dì che la prigion si frange, nudo il gran sogno al prigionier si mostra.

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