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1814–1884

XXXIII

Giovanni Prati

Un vento nero, vestito di morte, un vento nero mi spira d´intorno, e mi contrista ogni ameno soggiorno, e più lo fuggo, m´incalza più forte.

De l´ore liete, che fûr le più corte, quel vento nero mi sbarra il ritorno; né mai si cheta per lume di giorno, anzi ogni notte mi picchia a le porte.

Ed una notte (deh! questo si faccia) rotti i serrami, entrerà discortese quel vento nero per darmi paura. Ma gli dirò con aperte le braccia:

— Eccomi pronto a mutar di paese: portami, o vento, a la mia sepoltura. —

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