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1814–1884

XXXI

Giovanni Prati

Picciolette farfalle vagabonde, che d´iridi il sol veste e l´aer pigne, or da sopra le siepi, or presso l´onde, or dove l´erba in fior tutta si tigne;

voi nulla ingrata servitù costrigne: voi nulla asperità fa men gioconde: sino il cieco desio, che vi sospigne, vi mena a morte e l´ora vi nasconde.

Picciolette farfalle, oh fosser pari a vostra cecitate i pensier miei, ché sì non pungerien lunghi né amari! Anzi, a l´ultimo dì, gli addormirei

fra le ondicelle e i fior che mi fûr cari, polve ignorata agli uomini e agli dèi.

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