L´anima non è già vergine vaga
che imbianca ai molti verni e poi va spenta;
non è farfalla che d´un giorno è paga
e in un raggio di foco s´addormenta.
L´anima, senz´aver filtri di maga,
se beve a l´aura che la fa contenta,
anche in logora spoglia e in trista plaga
giovinetta permane o ridiventa.
E ritornante ai dolci anni, in che sola
festeggiò sorridendo a sua venuta,
di memorie fiorisce il dì che vola:
e come raggio mattutin, che mea
per bianca gemma e in Iride si muta,
ella passa nel canto e si fa dea.