In cima di selvaggio ermo dirupo
suo ruvido moschetto il pastor spiana
contro la biancicante ombra del lupo,
che spunta, a notte, da la negra tana.
Poi quando rompe a le tenebre il cupo
la oriente nel ciel stella Diana,
morto e´ lo canta, e con le agnelle a strupo
giù per li verdi paschi s´allontana.
E tra i cespugli, a la vorace e tetra
fame de´ corvi, si riman l´infranta
belva caduta a insanguinar la pietra.
E anch´io son tale, che il mio tedio uccido:
poi, di tutto in oblio, l´anima canta
coi fantasmi che salvi escon del nido.