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1814–1884

XXVI

Giovanni Prati

Vaghi numi d´Olimpo, il vostro esiglio ha decretato, anzi la morte vostra, questo moderno Prometèo, che mostra ancor la piaga del divino artiglio.

Vinte le funi e la petrosa chiostra, e dal proprio dolor preso consiglio, vuol regnar solo de la terra il figlio, e, irrisi i cieli, a nessun dio si prostra.

Perciò con l´ira del nefando ingegno occupa il mondo; e, se talor ricorda, vaghi numi d´Olimpo, il vostro regno, è per mostrarvi, indomito nemico,

il falco ucciso, la spezzata corda, e in volto i lampi de lo sdegno antico.

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