La vena del sentir già mi si rende
qual è sott´aspra selce incognit´onda:
se non che ad or ad or ratto si fende
quella selce deserta ed infeconda;
e quant´era men vista e più profonda,
balza la vena più vivace e scende;
e, se fil d´erba o sterpo la circonda,
qualche larva di fior vita vi prende.
Però tu, vena de l´alpestre petto,
che m´invadi talor gli occhi e la guancia,
con avara saggezza in te ti chiudi.
Prodigar l´acque de l´interno affetto
non giova al mondo, che vuol riso e ciancia,
quando d´ira e di gloria i dì son nudi.