La celia è fiore che spunta a bacio,
più bel, se in ombra solitaria brilla:
ell´è frescura di tacito rio
in quella parte là quando zampilla:
ell´è tripudio d´uccellin che trilla
dopo la pioggia sul ramo natio:
ell´è d´arcane ceneri favilla,
cara favilla, e ti conosco anch´io!
Quando il cor, di tristezze a sé men fabbro,
tregua del suo martìr prende alcun poco,
tu mi baleni, o favilletta, al labbro.
Tu mi baleni, e via fuggi col vento;
ma, consolato del tuo dolce foco,
torna il cor, meno immite, al suo lamento.