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1814–1884

XX

Giovanni Prati

O traversando le romite strade, o misurando il portico ventoso, ogn´alto spettro, che in pensier mi cade, vesto di note. E m´è divin riposo

la soave mestizia che m´invade, mista a la gioia del lavor nascoso: onde l´Imo salir, mentre il piè rade, parmi a le nozze ascree, delfico sposo.

Altri voli in quadriga, altri la dura prema polve de´ campi: io non agogno che un raggio de la grande attica fola. E così l´opra nel pensier matura:

l´opra, che vive, come un dolce sogno, a lusingar la breve ora che vola.

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