Scalpita il suol, rignando, e l´aure fiuta
sauro ch´è nato di superbo seme;
e, quando appena il cavalier lo preme,
tuono e lampo diventa il piè che muta.
Vola col vento, e vanno allegri insieme;
e l´aquila, su pietra erma seduta,
gentilmente li guarda e li saluta,
e sotto l´ala bruna il cor le freme.
Così accade, quand´io senza più tregue,
premo le groppe a l´apollinea fèra,
e lo stuol degli alati inni mi segue.
Sta romita da parte, e un cenno parco
mi fa del capo la Camena austera;
ma le tripudia il cor mentre ch´io varco.