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1814–1884

XV

Giovanni Prati

Scalpita il suol, rignando, e l´aure fiuta sauro ch´è nato di superbo seme; e, quando appena il cavalier lo preme, tuono e lampo diventa il piè che muta.

Vola col vento, e vanno allegri insieme; e l´aquila, su pietra erma seduta, gentilmente li guarda e li saluta, e sotto l´ala bruna il cor le freme.

Così accade, quand´io senza più tregue, premo le groppe a l´apollinea fèra, e lo stuol degli alati inni mi segue. Sta romita da parte, e un cenno parco

mi fa del capo la Camena austera; ma le tripudia il cor mentre ch´io varco.

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