Quando la sera, senz´ala di vento,
per la tacita selva si diffonde
lieve un bisbiglio, e par sott´ogni fronde
essere ascosa un´anima in lamento,
i´ me ne vo solingo e a passo lento
per quel rumor che viene i´ non so donde;
e ciò ch´ei mi palesa o mi nasconde,
somiglia a ciò che di più arcano io sento.
L´ombra, il tempo infinito e i suoi misteri,
con l´amore e il dolor di ciò che sparve,
odo tutto nel suon di quelle foglie.
E continuo a formar passi e pensieri;
e questo mondo, foss´ei pur di larve,
per poco a l´altro, ch´è peggior, mi toglie.