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1814–1884

XLVII

Giovanni Prati

Madre del Nazaren, lungo ed amaro, da mane a vespro, è assai nostro cammino; e, come l´ombra sua, muta è del paro la fortuna che incalza il pellegrino.

Deh! non velarti a me, candido faro, a me che varco in vie senza confino: poco dal mondo e da me stesso imparo e già lasse ho le membra e il capo chino.

Forte più assai delle inimiche squadre, dentro accampate a fulminar la mente, deh! tu mi veglia, gloriosa Madre; perché, sul punto di fornir la strada,

nella gran notte delle cose spente, senza lume di grazia anch´io non cada.

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