Sì, anch´io son corso, e più che molti audace,
col francato pensier, mesto o giocondo,
fuor de le mille tirannie del mondo,
fin dov´ombra comincia e tempo tace.
E più ch´era l´abisso alto e profondo,
lo tentai, credo, e ne tremò mia pace:
ma la fé m´è rimasa, ultima face;
né sotto al moggio per viltà l´ascondo.
Anzi dirò che, quand´obliqua e nera
chiudeami l´ombra, un largo aere sereno
m´aperse al cor questa infantil preghiera:
“Ave, Donna del ciel, Vergine pia,
refugio nostro. O Madre al Nazareno:
ave, mistica rosa; ave, Maria!”.