Fisico arguto, hai tu radica o foglia
per salvar me da le incresciose forme,
che m´investon talor l´atrio e la soglia,
pace togliendo al mio pensier che dorme?
I morti intorno a me sfilano a torme;
veggio strane figure in strana spoglia;
odo strane favelle; e invesco l´orme
nel bieco mondo che da me germoglia.
Simulacri di sfingi, ombre di belve
mi contendono i varchi; ed io fo guerra
con fochi e torri ed incantate selve.
E nella luna, per fuggir, m´avvento,
o a vol mi lancio su la madre terra:
ma sempre meco i miei fantasmi io sento.