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1814–1884

XLII

Giovanni Prati

Purché un raggio di sol sopra noi splenda, e a noi spunti da terra un fior soltanto, un fior vestito di beltà stupenda, generato in Olimpo, il fior del canto;

numi ed eroi da storia o da leggenda e pontefici e re lasciam da canto, e i grifoni e le sfingi e la tregenda del genere mortal, degna di pianto.

Ogni cosa qual sia poniam da parte, e non per tedio o per gentil dispetto, ma perché il tempo irrevocabil fugge. E viviam soli al buon silenzio e a l´arte:

ché non sovverta il ciel dello intelletto la gran bufera che nel mondo rugge.

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