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1814–1884

XIX

Giovanni Prati

Questo dio, che si cangia in mille forme, che allegra l´onda di perpetui balli, che infiora il crin delle nereidi e dorme sovra letto di perle e di coralli;

e che, quando nel mar con le sue torme, del gran padre annitrir sente i cavalli, tutte misura con più rapid´orme ch´ala di falco le nettunie valli:

questo mirabil dio s´è fatto anch´egli vecchio e solingo pescator, che fruga livide gore e putridi fossati: e n´ha sozze le man, sozzi i capegli,

e gli solca la fronte, a mo´ di ruga, la memoria de´ regni invendicati.

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