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1814–1884

XIV

Giovanni Prati

Rosee nuvole van, senza mai posa, pei turchini del ciel, quando, o mia bella, voi movete, per l´erba rugiadosa, piè di sacerdotessa, occhio di stella.

Più profonda armonia, grazia più snella par che tosto da voi prenda ogni cosa, e una soave d´angeli favella piova da quelle nuvole di rosa.

Par che vi cresca un fior sotto ogni passo; par che ad ogni respiro un´aura nova vi vegna a carezzar, dolce mia dama. E ogni tronco, ogni sterpo ed ogni sasso,

col nome che più dolce si ritrova nel greco cielo, Poesia vi chiama.

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