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1814–1884

XIII

Giovanni Prati

Fumano i campi; la rugiada stilla sull´erba nova; il cheto aere si desta al sol che spunta, e con l´aletta in resta il cardellino in cima al gelso trilla.

Al giocondo lavor sparsa è la villa sui bruni solchi; pei declivi a festa saltan le capre; e in seno a la foresta le allegrie della caccia il corno squilla.

Questa è vita davver; questo è divino elemento di forza all´uman petto: aria, luce, tripudio, opera intorno. E noi, civico vulgo, ogni mattino

(fatica insigne!) ci leviam dal letto, pallidi spettri, ad invecchiar d´un giorno.

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