Oggi che spira detestato vento,
detestato, ché in sen porta la piova,
i vivaci falerni oggi acconsento
al sobrio nappo, ed insanir mi giova.
Ponghiam, dotto Aristeo, tregua al lamento,
se appassirono i fior dell´età nova:
qualche letizia per i crin d´argento
anco a le feste di Lieo si trova.
Per noi Caio il cinghial snida dai vepri;
chiosa Manlio un´arguta ode di Flacco;
Festio, il vago fanciullo, arde i ginepri:
canta Cinara tua, Lalage arride;
e i morsi d´oro il giovinetto Bacco
lenta a le tigri, e in mezzo a noi s´asside.