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1814–1884

XCIX

Giovanni Prati

Oggi che spira detestato vento, detestato, ché in sen porta la piova, i vivaci falerni oggi acconsento al sobrio nappo, ed insanir mi giova.

Ponghiam, dotto Aristeo, tregua al lamento, se appassirono i fior dell´età nova: qualche letizia per i crin d´argento anco a le feste di Lieo si trova.

Per noi Caio il cinghial snida dai vepri; chiosa Manlio un´arguta ode di Flacco; Festio, il vago fanciullo, arde i ginepri: canta Cinara tua, Lalage arride;

e i morsi d´oro il giovinetto Bacco lenta a le tigri, e in mezzo a noi s´asside.

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