Calan da olimpo le grandi ombre; è spento
il color delle cose in questa landa;
senza profumo il fior, senz´ala il vento;
sol per tetti le strigi escono a randa.
O Notte, o del mio nido ospite blanda,
con che soave voluttà ti sento;
e, levato un sorriso a chi ti manda,
nelle dive tue braccia i´ m´addormento!
O fantastica Notte, o Notte, madre
delle tristi parvenze e delle care,
teco nel tuo profondo aere m´invola!
E ameni spettri e fantasie leggiadre
semina nel mio cor. Molte ed amare
compagne tue compenserai tu sola.