Bruno sigaro mio, che mi circondi
della tua bianca nuvola odorosa,
mentr´io col mio pensier vo senza posa
pellegrin da la turba in altri mondi;
me, cui punge il desio de´ vagabondi,
tu segui in terra e in mar quant´è la rosa
de´ venti; e meco or questa or quella cosa
frughi, o l´immenso mio tedio secondi.
E se in vane querele i´ mi consumo,
tu m´avverti, fumando, a non crucciarmi,
però che tutto su la terra è fumo.
E alfin, non che viltà ti trascolori,
brilli al gran passo. Ond´io ti lodo in carmi,
picciolo stoico, che, brillando, muori.