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1814–1884

VII

Giovanni Prati

A notar che ogni dì batte più lento il core a me nel solitario petto, e, più che posa il mar del sentimento, mi s´illumina il ciel dello intelletto;

a veder che più viva ogni momento m´arde la fantasia, tremo in sospetto d´esser la face che al picchiar del vento l´ultimo lampo suo manda più schietto.

E ben esser potria che, pellegrino da qui più sempre, per fuggir di soli, io fossi ad altri padiglion vicino, più palesi al pensier, quando si spezza

l´urna che il chiude. Ma, comunque voli l´ora al quadrante, m´è il cantar dolcezza.

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