Skip to content
1814–1884

LXXXVII

Giovanni Prati

— Va´! t´accasa nel mondo; e, del tuo fato perché tu mai non abbia a garrir meco, la dolce Illusion ti pongo a lato, sia che reggia t´alberghi o angusto speco. —

Tal disse Giove a l´uom, che allegro e cieco venne al mondo; e gli parve esser beato, sin che la dolce larva il tenne seco di sue candide rose incoronato.

Ma un dì le liti, il sangue e la paura gli fûr dinanzi; e, quando egli comprese il mistero crudel della natura, cerchiato il fronte d´infinito affanno,

con fieri assalti di demenza, offese l´ingannator, ma non sanò l´inganno.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXXVII · Giovanni Prati · Poetry Cove