Non è drappo né fil che in terra nasce
quella tua vesta bianca come neve;
ma è ben lume di ciel rorido e lieve,
quale al fiorir dall´alba il giglio pasce.
E tai furon le tue morbide fasce,
non prigion, come l´altre, amara e greve
e tal l´abito fia, quando fra breve
tu migrerai da le terrene ambasce.
Tutta un´aura di ciel soave e bianca
è destin che tu paia, allegra o mesta,
viva o pensosa, innamorata o morta.
E già mi par che tu, soletta e stanca,
con intorno la tua candida vesta,
in atto di partir, stai su la porta.