Con quel dolor che a ricordar si sente,
e a far parole fra un sepolto e un vivo,
ombra del padre mio, come sovente
mi stai dinanzi quand´io penso e scrivo!
Tu mi spargi dal volto un chiaror divo,
che fa il seren nella mia stanca mente;
tu mi piangi pei cari onde son privo,
già teco ascesi a la beata gente.
Io penso al tenue lare, a la nemica
fortuna nostra, a la gentil costanza
e a l´umil gloria della tua fatica.
E voci ascolto d´immortal consiglio,
e in te mi specchio; e con la tua speranza,
ombra soave, il mio cammin ripiglio.