Non gemma oriental fregia il tuo volto,
ninfa, che nulla senti e nulla vedi,
marmorea ninfa, che ad albergo hai tolto
quete brune muscose eremi sedi.
Di roseo lume è il tuo bel corpo avvolto;
carezzati da fresca onda i tuoi piedi;
te chiaman l´aure; e da stupor son còlto,
se già le chiome ai zeffiri non cedi.
Te venturosa, perché sei di sasso,
né udir t´incontra né parlar d´amore,
scelerato ludibrio in questa riva!
Anch´io, beata, d´ascoltar son lasso
ciò che turba la mente e affanna il core.
E piacemi dir questo a te non viva.