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1814–1884

LXXXII

Giovanni Prati

Impregnato d´umor, visita un vento le montagne crinite, i mari arcani, gli aperti campi, il ciel, gli aditi umani, ogni cosa ch´è germe a nascimento.

Corre intensa la vita; un turbamento dolce gli astri possiede; e nelle immani cavature terrestri ancho i titani di grand´erbe e di fiori han vestimento.

Questa febbre d´amor, che nel profondo agita la natura, e fa materno ad ogni punto e in ogni parte il mondo; questa febbre d´amor vestirà l´ossa

fin dell´ultima morte. Ah, non eterno esser debbe il mio sogno in poca fossa!

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LXXXII · Giovanni Prati · Poetry Cove