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1814–1884

LXXXI

Giovanni Prati

Sui mari, su le verdi isole e i porti, su le terre che april ci rinnovella, su l´alpi eccelse, in ogni fior degli orti, e de´ cieli ridenti in ogni stella,

Luce, t´adoro, ossia che a la mia cella, la diva notte o il roseo dì tu porti: Luce, t´adoro, così grande e bella su l´are ai vivi e su le tombe ai morti.

Certo le sette gemme hai tu nel volto; ma, per ciò che sarai, son troppo scarsi nostr´intelletti, e il vel dell´ombre è molto. Però un giorno verrà che gli occhi miei,

nel glorioso lor trasfigurarsi, sentiran ciò che fosti e ciò che sei.

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