Lume ed amor degli eleganti achei,
Ozio, t´invoco: nel mio picciol lare
penetra, e sali sul fiorito altare,
e presiedi a le celie e a´ sogni miei.
Vedrem le ninfe, i satiri, gli dèi,
Argo, Atene, Corinto e d´Ega il mare,
l´Asia, i califfi, le burgundie gare,
le franche giostre e gl´itali tornei.
E incideremo in tavole di rosa
le allegre fantasie dell´intelletto:
ché Certaldo di noi non si vergogni.
Ozio d´Ellenia, a me vicin ti posa,
e dileguiam, sognando. È gran diletto
vanir su l´ala dei ridenti sogni.