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1814–1884

LXXIX

Giovanni Prati

Vasta pugna di Flegra, in questo a noi da le Parche assegnato arduo pianeta si rinnovan sovente i furor tuoi; né a Giove sempre la vittoria è lieta.

Ché ora il savio si leva, ora il poeta, ragion chiedendo degli affanni suoi; e il re degli astri, non che in lor ripeta l´antica morte e se n´allegri poi,

manda, a placar gli spiriti crudeli, or la candida gloria, or la bellezza, or la superba vision de´ cieli. E cangiata è talvolta in fior di canto

l´ira dei dolorosi. Alta dolcezza, anco il furor, se gli dà pace il pianto.

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