Vasta pugna di Flegra, in questo a noi
da le Parche assegnato arduo pianeta
si rinnovan sovente i furor tuoi;
né a Giove sempre la vittoria è lieta.
Ché ora il savio si leva, ora il poeta,
ragion chiedendo degli affanni suoi;
e il re degli astri, non che in lor ripeta
l´antica morte e se n´allegri poi,
manda, a placar gli spiriti crudeli,
or la candida gloria, or la bellezza,
or la superba vision de´ cieli.
E cangiata è talvolta in fior di canto
l´ira dei dolorosi. Alta dolcezza,
anco il furor, se gli dà pace il pianto.