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1814–1884

LXXIV

Giovanni Prati

Al fantolino, più che pèsca o mela, piace il casotto degl´incanti, dove un picciol mondo di figure nòve al suo cupido e fermo occhio si svela;

né sa che dietro la dipinta tela per fili arcani un giocolier le move, e crede vero il finto, e in quelle prove, in quegli atti, in que´ volti avvampa e gela.

Grandeggia quindi il fantolin con l´ora; e nel mondo degli uomini s´aggira, e crede vero ciò ch´è finto ancora. Uom poi diventa, e si travaglia e stanca

pur dietro a sogni; e il dì che l´ombra ei mira del Ver, spia sul quadrante, e il tempo manca.

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