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1814–1884

LXXI

Giovanni Prati

Da ignota patria e da parenti ignoti costui procede; e, come passa appena su le ceneri d´Argo e di Micena, sorgono i re dell´Asia e i sacerdoti.

Sorgono; e il dado è tratto, e nell´arena scendono a torme i dorici nipoti; e su l´are agli dèi lacrime e voti spargerà indarno la fatal Lacena.

Ilio è in faville, è spento Ettore, è doma la gran Dardania; a l´ardua Itaca Ulisse riede, e nel cor d´Enea s´agita Roma. E già nel Lazio la frigia aquila romba;

e, arcano augurio a le seconde risse, squilla sul Celio la meonia tromba.

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