Sotto il velo dell´aria e della terra,
dov´è in travaglio l´anima infinita,
coi dì del tempo e con la morte in guerra
grandeggia il sogno della nostra vita.
E resta, a fin di corso, una romita
croce e la gleba angusta che ci serra;
e chi sa poi, se, questa via fornita,
comincia un´altra che non torce ed erra?
chi sa, se, con desio di ghermir tutto,
ghermirem l´ombre, e senz´ingiuria o lode
anche il vano mio spirto andrà sepolto?
Ma, se i padri cibâr lo amaro frutto,
tu, Croce santa, che mi sei custode,
rendimi ciò che i padri miei m´han tolto.