Quando tu sogni e nel silenzio è spento
il pispiglio d´ogni aura e d´ogni fronda,
vedi tu mai nel ciel che ti circonda
un vermiglio di spade ondeggiamento?
odi tu mai sotterra, odi nel vento,
di galoppi un vasta eco profonda?
Sono i fieri tuoi padri, erula bionda,
che sopra Roma fulminati io sento.
Non ti turbar. Tu rivedrai domani
l´are sovverse, e in cima al Palatino
picchierai forse le superbe mani.
Non attender però ch´io ti rampogni
bella inimica. In ciel tesse il destino
i natali e la morte a´ più gran sogni.