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1814–1884

LXV

Giovanni Prati

Le rose, gli archi, i colorati vetri, gli scolpiti guerrier sul pavimento, i grifoni, le sfingi, e a cento a cento su lanciati nell´aria i bianchi spetri,

e le frecce, e le guglie, e i gravi e tetri pinacoli, e de´ bronzi il piagner lento: tutto è un raggio di sol, tutto è un concento d´umani sogni e di celesti metri.

O grand´opra di santi e di pittori, io mi fermo a l´ombrosa ara romita, dove piange Maria co´ suoi dolori. E a capo chino, in questo ciel di marmi,

a la Madre del Dio che mi die´ vita le mie lacrime ardenti offro e i miei carmi.

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