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1814–1884

LXIV

Giovanni Prati

Chi canta in me? son l´anime leggère de´ morti? è Febo? o una romita amante? son le corde d´un´arpa? o son le sfere? o è tutto un universo in me sonante?

Queste cose i´ non so: so che al fragrante vapor de´ cedri in tepide riviere i´ canto, come in nuda alpe gigante, flagellata da soli e da bufere.

Canto, come, al passar d´una divina ala di vento per romita piaggia, canta un arido arbusto o una ruina. E i´ canto, quale in mar canta il pilota,

che non cerca saper come viaggia dal cielo eterno a noi l´aura e la nota.

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