Tinto è di rosa il ciel: vedi, o Lucia,
nascere quel falcato astro d´argento?
uscir da le grand´ombre un vago accento
non odi tu, senza saper che sia?
qualche sospir, qualche memoria pia
non consegni tu pur, tacita, al vento?
Delle cose infinite il sentimento
più profondo è in quest´ora, o donna mia.
Noi di là da quell´astro e sopra quelle
nubi rosate, come qua, d´un nodo
sarem congiunti un dì, santa compagna.
Morte a la gloria delle cose belle
conduce noi. Non ci dolghiam del modo,
né qual sia che di noi vada o rimagna.