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1814–1884

LVIII

Giovanni Prati

Dopo il naufragio le reliquie orrende restituisce al lido il mar dell´acque: ma il mar degli anni, aimè, nulla a me rende di ciò ch´è naufragato e un dì mi piacque.

E a quando a quando se nel cor mi scende qualche segno o sospir di ciò che giacque, è alato venticel, lume che fende la densa notte, melodia che tacque.

O mar degli anni, un giorno io dal tuo grembo trassi perla o corallo, e sul tuo flutto varcai da re senza timor del nembo. Or misuro la sabbia a passi tardi;

e, pellegrin dal mondo e stranio a tutto, son d´un naufrago l´ombra a chi mi guardi.

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