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1814–1884

LV

Giovanni Prati

Dentro i maggesi, nelle notti estive, canta, col ventre in su, la cicaletta. Lasciatela che canti: anch´ella vive, e spende l´ora in ciò che le diletta.

A un po´ di cielo e a due campestri rive ella fa il canto, povera e soletta; ed una è forse delle antiche dive, che pensa e i giorni del suo regno aspetta.

Lasciatela che canti ed accompagni il pellegrin, che va sotto la luna, quando il silenzio intorno è più romito. E, mentr´ella così sparge i suoi lagni,

pensate che a le Parche e a la Fortuna è del par la cicala e l´infinito.

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