Torniam, musa, a l´aprile. È acerba usanza
spender nel tedio sconsolato l´ora,
o nel vano desio questo che avanza
ambrosio lume della vita ancora.
Pria di partirci, a la ridente aurora
apriam le imposte della vecchia stanza;
e, come un nido verginal s´infiora,
rivestiamla di luce e di speranza.
Giovinetti e fanciulle abiteranno
le deserte da noi case del mondo:
perché fregiarle di funerei fiori?
Lasciam coltri di rose ai loro amori;
e, cantata la lode al dì giocondo,
nascondiam nella fossa il nostro affanno.