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1814–1884

LII

Giovanni Prati

Sotto un´elce posar, tristo né lieto del mio destino; e non contar gl´istanti; e i profumi spirar del ginepreto; e le rosee seguir nuvole erranti;

e a la giovin velata Isi il segreto non dimandar de´ suoi divini incanti; e in quel sonno dell´alma inconsueto non aver che il Silenzio a me davanti;

e tentar di saper ciò ch´egli sia nella terra e nel cielo: antica è questa vaghezza e sogno della mente mia. Ma nulla io seppi dell´arcana cosa,

nulla. E a me nel mio sogno altro non resta che l´odor dei ginepri e un ciel di rosa.

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