Sotto un´elce posar, tristo né lieto
del mio destino; e non contar gl´istanti;
e i profumi spirar del ginepreto;
e le rosee seguir nuvole erranti;
e a la giovin velata Isi il segreto
non dimandar de´ suoi divini incanti;
e in quel sonno dell´alma inconsueto
non aver che il Silenzio a me davanti;
e tentar di saper ciò ch´egli sia
nella terra e nel cielo: antica è questa
vaghezza e sogno della mente mia.
Ma nulla io seppi dell´arcana cosa,
nulla. E a me nel mio sogno altro non resta
che l´odor dei ginepri e un ciel di rosa.