La Speranza è materna, anco a chi scende
l´arco degli anni; e facile trastulla,
coi dolci spettri dell´età fanciulla,
l´ospite lasso che i congedi attende.
La Speranza è materna, e su lui pende,
l´inno cantando della rosea culla;
e, se il premon le fredde ombre del nulla,
sacri fochi odorosi intorno accende.
Vengon gli amici dai canuti crini;
ferve la mensa; e balzano più puri
Flacco e Petronio dagli ambrosii vini.
L´ore van lievi; e la Speranza intanto,
fra questa compagnia di morituri,
ilare intuona della vita il canto.