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1814–1884

LI

Giovanni Prati

La Speranza è materna, anco a chi scende l´arco degli anni; e facile trastulla, coi dolci spettri dell´età fanciulla, l´ospite lasso che i congedi attende.

La Speranza è materna, e su lui pende, l´inno cantando della rosea culla; e, se il premon le fredde ombre del nulla, sacri fochi odorosi intorno accende.

Vengon gli amici dai canuti crini; ferve la mensa; e balzano più puri Flacco e Petronio dagli ambrosii vini. L´ore van lievi; e la Speranza intanto,

fra questa compagnia di morituri, ilare intuona della vita il canto.

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