Salìan per questo grande etere un giorno
aquile a stormi, e il nostro onor fu tanto!
Or gufi e strigi ai fumaioli intorno
spargon le oscure penne e il tristo canto.
L´altar de´ patrii numi è disadorno;
dispersi i fochi, e son le muse in pianto;
né so ben dir se il sacro ilice e l´orno
april rivesta dell´usato incanto.
Appena fa, se di Metella al sasso
s´apre una bruna violetta in fiore,
e gli occhi arresta al pellegrino e il passo.
Appena fa, se un ricordato amore
fra i nudi arbusti mi risveglia, ahi lasso!
poi mi sommerge in più grand´ombra il core.