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1814–1884

L

Giovanni Prati

Salìan per questo grande etere un giorno aquile a stormi, e il nostro onor fu tanto! Or gufi e strigi ai fumaioli intorno spargon le oscure penne e il tristo canto.

L´altar de´ patrii numi è disadorno; dispersi i fochi, e son le muse in pianto; né so ben dir se il sacro ilice e l´orno april rivesta dell´usato incanto.

Appena fa, se di Metella al sasso s´apre una bruna violetta in fiore, e gli occhi arresta al pellegrino e il passo. Appena fa, se un ricordato amore

fra i nudi arbusti mi risveglia, ahi lasso! poi mi sommerge in più grand´ombra il core.

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