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1814–1884

IV

Giovanni Prati

Bruno compagno mio, quando son tristo e vo pensoso per la via men trita, io t´ho sovente nella man, provvisto di fogliolini bianchi e di matita.

E come al giro delle cose assisto, che porgon lume all´anima romita, su te depongo il doloroso acquisto che mi vien dalla morte o dalla vita:

un sogno, un´ombra, una memoria, un detto, una celia, un sospir, lampi dell´arte, palpiti della mente e dell´affetto; seminuli febei, germi in lavoro,

che dentro il campicel delle tue carte mi fioriscon sovente in mèsse d´oro.

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