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1814–1884

CXIII

Giovanni Prati

Popol e re, né a voi vivere eterni concede il Tempo, che pietà non serba a la lucciola e a l´astro, al cedro e a l´erba, lanciando in tutto i suoi divini scherni.

Le famiglie del mondo han fati alterni, come piace a la dea, ch´è in ciò superba di mandar l´ora lieta ov´è l´acerba, e i freschi maggi incanutir co´ verni.

Dormono i forti in Maratona; e scherza la greca schiava a´ piè dell´islamita; e su l´ossa di Varo Arminio sale. Agita intanto Ipperion la sferza

sui cavalli divini; e la infinita vanità delle cose è sempre eguale.

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