Popol e re, né a voi vivere eterni
concede il Tempo, che pietà non serba
a la lucciola e a l´astro, al cedro e a l´erba,
lanciando in tutto i suoi divini scherni.
Le famiglie del mondo han fati alterni,
come piace a la dea, ch´è in ciò superba
di mandar l´ora lieta ov´è l´acerba,
e i freschi maggi incanutir co´ verni.
Dormono i forti in Maratona; e scherza
la greca schiava a´ piè dell´islamita;
e su l´ossa di Varo Arminio sale.
Agita intanto Ipperion la sferza
sui cavalli divini; e la infinita
vanità delle cose è sempre eguale.